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AnnunciFunebri.it: lo streaming sblocca i funerali e le funzioni religiose dal coronavirus

Lo streaming sblocca i funerali e le funzioni religiose dal coronavirus

L’ultimo saluto rimandato a tempi migliori, ma la tecnologia porta un po’ di conforto.

In molti comuni colpiti dal contagio, tra i vari divieti imposti, vi è quello che vieta la celebrazione delle cerimonie religiose in chiesa, per evitare il contatto con altre persone e prevenire la diffusione del virus.

“Le chiese restano aperte per eventuali matrimoni e funerali, ma a queste funzioni potranno partecipare solo i parenti stretti, mentre le altre funzioni sono sospese o rinviate”, così molte Diocesi si allineano alle ordinanze pubbliche, chiudendo di fatto le porte a molti parenti e amici, per limitare i rischi.

Ma anche la creatività fortunatamente è contagiosa e, di necessità virtù, nascono le dirette streaming per seguire da casa le funzioni a porte chiuse.

Si tratta di un servizio di streaming video per trasmettere in diretta la cerimonia funebre, nato per dare la possibilità di assistere alle persone che sono lontane o che non possono muoversi da casa per anzianità o malattia, e divenuto preziosa risorsa durante l’emergenza coronavirus”,– spiega Fabrizio Bottigelli, il titolare della “Fratelli Ferrario“, l’impresa che venerdì 28 febbraio ha trasmesso il suo primo funerale in diretta dal proprio sito web.

Uno strumento nato grazie alla lungimiranza degli impresari funebri e alla competenza del team di annuncifunebri.it, partner Federcofit: nel momento del dolore, non devono mancare gli strumenti per permettere ad amici e parenti di dimostrare la propria vicinanza ai dolenti e, se per tutelare la salute pubblica il calore di un abbraccio reale deve essere necessariamente rimandato, desideriamo che almeno nel mondo virtuale la famiglia si senta circondata dall’affetto di tutti coloro che, per qualsiasi motivo, non potessero partecipazione alle esequie.

Il nostro scopo”, spiega Giuliano Casco di annuncifunebri.it, “è quello di accorciare le distanze e fare in modo che la tecnologia, spesso demonizzata, agevoli le comunicazioni e moltiplichi le possibilità di partecipazione, anche in un momento di delicato dolore come quello del lutto. A volte ci si sente inopportuni nell’esprimere il proprio sentimento in un frangente doloroso: scrivere un pensiero di cordoglio può essere un modo discreto per stare vicino ai congiunti, o l’unica possibilità di farsi sentire per chi è lontano.

Annuncifunebri.it consente a chiunque, ovunque si trovi, di inviare un messaggio personale alla famiglia del defunto che verrà recapitato sia in forma digitale che cartacea e con la massima discrezione, attraverso l’impresa funebre che gestisce il servizio.

Con lo streaming del funerale oggi vogliamo che l’assenza e lontananza possano essere ulteriormente colmate, nei limiti del possibile, da forme di partecipazione diverse ma non meno cariche di affetto.”


Dispositivi di protezione individuale: la protezione civile se ne lava le mani

Negli scorsi giorni, Federcofit ed EFI e di Federcofit, hanno rivolto un pressante appello al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, alla Protezione Civile Nazionale e a tutte le Istituzioni delle aree maggiormente interessate dall’epidemia Covid-19 perché tutti gli Operatori Funerari italiani abbiano accesso ad un canale distributivo dedicato per l’approvvigionamento dei necessari Dispositivi di Protezione Individuale.

Oggi, 20 marzo 2020, la Protezione Civile ci ha risposto e...

 

Sono state sufficienti Otto righe in cui la Protezione civile ci ha scaricato e sbattuto la porta in faccia.
Non stavamo chiedendo soldi non stavamo chiedendo attenzione non stavamo chiedendo che ce le pagassero loro.
Stavamo solo chiedendo di darci la possibilità di garantirci un corridoio per poterci garantire la possibilità di pagarcele direttamente e di poterci approvvigionare senza che i nostri ordini rimanessero bloccati in dogana.
Ancora una volta le imprese funebri nonostante il loro impegno in prima linea sono state considerate meno di zero.
Lo abbiamo visto sul territorio di Bergamo cosa succede quando le imprese si fermano e non possono o non riescono a far fronte all’emergenza.

Siamo stanchi, stravolti ma pieni di senso di responsabilità, ma in questo momento siamo particolarmente delusi e arrabbiati. Molto arrabbiati.
Continueremo a fare il nostro lavoro fino in fondo ma quando avremo finito i nostri dispositivi di protezione individuale fermeremo anche noi le nostre aziende. Dobbiamo tutelare i nostri dipendenti i nostri collaboratori e le nostre famiglie.
Quando lo Stato si renderà conto di quanto sia importante il nostro lavoro probabilmente sarà troppo tardi e se la dovrà “grattare” da solo.
Nel frattempo stiamo mandando avanti il nostro canale di approvvigionamento diretto nella speranza che lascino passare i nostri ordini e ci diano la possibilità di continuare a fare il nostro dovere.
Lo stato ha aggiunto un’altra pagina nera alla sua tristerrima collezione.


SARS-CoV-19 (nuovo coronavirus): le nuove disposizioni del Consiglio dei Ministri

Dopo l’emergenza e le ordinanze a macchia di leopardo, un decreto del Governo regola in maniera globale la materia, vediamo le norme più significative per le attività di Onoranze Funebri.

Nei comuni “zona rossa” (articolo 1):

a), b) divieto di accesso e allontanamento
c) sospensione di ogni manifestazione, anche religiosa, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico
g) sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità,
i) chiusura di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità, dei servizi pubblici essenziali di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990 (le Onoranze Funebri non sono esplicitamente previste, vedi in fondo).
k) sospensione dei servizi di trasporto di merci e di persone
l) sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità
m) sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti o domiciliati, anche di fatto, nel comune o nell’area interessata

Nelle regioni e nelle province coinvolte (articolo 2):

c) sospensione, sino all’8 marzo 2020, di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose;
d) apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
i) apertura delle attività commerciali (diverse da bar, pub, ristoranti) condizionata all’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone

Clic qui per scaricare il Decreto 1° marzo 2020

 

 

Legge 12 giugno 1990, n. 146.
Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge.

Art. 1

    1. Ai fini della presente legge sono considerati servizi pubblici essenziali, indipendentemente dalla natura giuridica del rapporto di lavoro, anche se svolti in regime di concessione o mediante convenzione, quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla vita, alla salute, alla libertà ed alla sicurezza, alla libertà di circolazione, all'assistenza e previdenza sociale, all'istruzione ed alla libertà di comunicazione.
    2. Allo scopo di contemperare l'esercizio del diritto di sciopero con il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, di cui al comma 1, la presente legge dispone le regole da rispettare e le procedure da seguire in caso di conflitto collettivo, per assicurare l'effettività, nel loro contenuto essenziale, dei diritti medesimi, in particolare nei seguenti servizi e limitatamente all'insieme delle prestazioni individuate come indispensabili ai sensi dell'articolo 2:

a) per quanto concerne la tutela della vita, della salute, della libertà e della sicurezza della persona, dell'ambiente e del patrimonio storico-artistico: la sanità; l'igiene pubblica; la protezione civile; la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani e di quelli speciali, tossici e nocivi; le dogane, limitatamente al controllo su animali e su merci deperibili; l'approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessità, nonché la gestione e la manutenzione dei relativi impianti, limitatamente a quanto attiene alla sicurezza degli stessi; l'amministrazione della giustizia, con particolare riferimento ai provvedimenti restrittivi della libertà personale ed a quelli cautelari ed urgenti, nonché ai processi penali con imputati in stato di detenzione; i servizi di protezione ambientale e di vigilanza sui beni culturali; l'apertura al pubblico regolamentata di musei e altri istituti e luoghi della cultura, di cui all'articolo 101, comma 3, del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; (1)

b) per quanto concerne la tutela della libertà di circolazione: i trasporti pubblici urbani ed extraurbani autoferrotranviari, ferroviari, aerei, aeroportuali e quelli marittimi limitatamente al collegamento con le isole;

c) per quanto concerne l'assistenza e la previdenza sociale, nonché gli emolumenti retributivi o comunque quanto economicamente necessario al soddisfacimento delle necessità della vita attinenti a diritti della persona costituzionalmente garantiti: i servizi di erogazione dei relativi importi anche effettuati a mezzo del servizio bancario;

d) per quanto riguarda l'istruzione: l'istruzione pubblica, con particolare riferimento all'esigenza di assicurare la continuità dei servizi degli asili nido, delle scuole materne e delle scuole elementari, nonché lo svolgimento degli scrutini finali e degli esami, e l'istruzione universitaria, con particolare riferimento agli esami conclusivi dei cicli di istruzione;

e) per quanto riguarda la libertà di comunicazione: le poste, le telecomunicazioni e l'informazione radiotelevisiva pubblica. (2)


Formazione Federcofit: ripartono i corsi

[conclusi: vai su FORMAZIONE per i corsi più recenti]

La formazione professionale di Federcofit riprende con nuovi appuntamenti a Milano:

trovi tutte le informazioni sul sito Federcofit.it

clicca sulle immagini per visitare il sito Federcofit

Sono aperte le iscrizioni ai corsi di formazione anno 2020 a Milano per: Necroforo, Addetto al trasporto, Direttore tecnico, addetto alla trattazione degli affari, Tanatoestetica.


ASST Ovest Milanese riconosce la posizione di Federcofit sul trasporto salme all'obitorio

Dopo una nostra lettera nella quale sottolineavamo che la pratica di portare sistematicamente negli obitori degli Ospedali di Cuggiono, Magenta e Legnano le persone decedute in abitazioni private era contro la Legge regionale e idonea a favorire presenze ingiustificate di taluni operatori presso gli obitori, il Direttore Sanitario dell'ASST "Ovest Milanese" ha condiviso la nostra posizione, precisando le condizioni alle quali l'ASST accetta le salme.

Lo scorso 18 febbraio scrivevamo :

Oggetto: trasporto di salme presso le strutture obitoriali degli Ospedali di Cuggiono, Magenta e Legnano di persone decedute in abitazioni private.

Feder.Co.F.It, Federazione del Comparto Funerario Italiano è un’organizzazione di categoria che tutela interessi collettivi degli operatori funebri ed opera, con numerosi propri iscritti anche sul territorio della Provincia di Milano e nel Comune da Lei amministrato.

Interesse ed obiettivo prioritario di Federcofit è anche quello di perseguire il massimo di correttezza operativa nel settore funebre e rapporti di trasparenza tra operatori e famiglie oltre che rapporti di corretta concorrenza tra gli operatori.

Alcuni nostri associati ci segnalano che presso le strutture obitoriali degli Ospedali di Cuggiono, Magenta e Legnano vengono trasportate le salme di persone decedute presso le proprie abitazioni, per svolgere il periodo di osservazione, in base a quanto previsto all’articolo 39 del Regolamento Regionale n. 6 del 9 novembre 2004.

Questa prassi risulta essere in palese violazione dell’articolo 70 comma 5 Legge Regionale 30 dicembre 2009 n. 33, la quale prevede chiaramente che solo a seguito di espressa certificazione di carenza delle condizioni igienico-sanitarie dell’abitazione della salma da parte della ATS competente territorialmente è possibile eseguire il trasporto della salma presso le camere mortuarie le strutture sanitarie pubbliche e private.

Cit:

“……5. Oltre alle strutture comunali già esistenti, le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate che operano in regime di ricovero ricevono, in aggiunta alle salme di persone ivi decedute e nei limiti delle proprie disponibilità, le salme di persone decedute in luoghi pubblici o in abitazioni delle quali l’ATS ha certificato la carenza delle condizioni igienico-sanitarie , per:

      1. a) il periodo di osservazione di cui al comma 1;
      2. b) l'effettuazione di riscontro diagnostico, autopsia o altro provvedimento disposto dall'autorità giudiziaria……”

Ulteriore conseguenza di questo assetto è la distorsione ed il disequilibrio che si viene a creare trasformando le camere mortuarie delle ASST in oggetto in strutture che vedono l’eccessiva ed invadente permanenza da parte di imprese funebri con la scusante della presenza delle suddette salme. Stazionamento che si protrae ben oltre il tempo necessario ad espletare le proprie funzioni.

Riceviamo inoltre l’avvallo dell’interpretazione della norma citata da parte del Dott. Marco Motta responsabile della medicina legale dell’ASST Sette Laghi, il quale in data 21 febbraio 2018 emetteva una nota (allegata alla presente comunicazione), restringendo il trasporto delle salme decedute presso le abitazioni solo se accompagnate dalla succitata certificazione dell’ATS.

Chiediamo pertanto all’illustrissima Direzione Sanitaria riferita alle strutture sanitarie sopra citate di interrompere tale prassi.

Confidando in una vostra risposta e confermando la massima disponibilità ad ogni collaborazione per il rispetto delle norme e la correttezza professionale del settore, ci è gradita l’occasione per augurare un buon lavoro.

Riccardo Salvalaggio
Segretario Nazionale Federcofit

scarica la lettera di Federcofit all'ASST "Ovest Milanese"

scarica la risposta dell'ASST "Ovest Milanese"

scarica la circolare 2018 del Direttore del servizio di Medicina Legale dell'ASST "Sette Laghi"


Funerali in diretta streaming, l’idea della Fratelli Ferrario

Se le ordinanze post-coronavirus sospendono anche le cerimonie religiose, e quindi anche quelle funebri, la tecnologia, e le idee innovative possono rispondere ai bisogni di chi non può partecipare per effetto delle ordinanze o perché magari la sua salute o la distanza non glielo consentono.

Le Onoranze Funebri Fratelli Ferrario” hanno lanciato una nuova iniziativa: la trasmissione in diretta web delle cerimonie funebri, la prima cerimonia è stata diffusa dalla cappella del cimitero principale di Busto Arsizio.

Fabrizio Bottigelli della Fratelli Ferrario spiega: “Si tratta di un servizio di streaming video per trasmettere in diretta la cerimonia funebre dando la possibilità di assistere alle persone che sono lontane o che non possono muoversi da casa per anzianità o malattia. Chiaramente diventa “utile” anche per la salute pubblica in un momento di emergenza come questo dove le direttive impongono di non celebrare il funerale nei classici luoghi di cerimonia e comunque di restringere i partecipanti ai soli familiari stretti. La comunicazione è innanzitutto un modo per far conoscere questa possibilità a chi potrebbe averne veramente bisogno ed una notizia positiva in un momento di “panico” generale, che racconta di come gli italiani sappiano reagire in ogni situazione.


Liguria: finalmente ce l'abbiamo fatta

È stata approvata dalla II Commissione Consiliare della Regione Liguria la legge a disciplina dei servizi necroscopici, funebri e cimiteriali presentata dal Capogruppo di Cambiamo! in regione, Angelo Vaccarezza.

Ha dichiarato il Consigliere Vaccarezza:

Quella funebre è attività complessa che si configura come attività di interesse generale attinente alla salute pubblica ed alla pubblica sicurezza, con preminenti aspetti di natura igienico-sanitaria, in Italia solo 5 regioni, noi compresi, non avevano ancora provveduto in merito.

Questa pdl rappresenta un’ulteriore possibile apertura a differenti investimenti di natura economica e di crescita nella professionalizzazione del settore in esame, portando altresì giovamenti sia sotto l’aspetto imprenditoriale ed occupazionale, ma soprattutto sotto quello della tutela delle famiglie nell’esecuzione della fornitura di un servizio adeguato.

La presente Proposta di Legge si prefigge, a tutela della libertà di scelta delle famiglie e a garanzia del buon espletamento di servizi per loro natura peculiari, di descrivere i requisiti che i soggetti economici devono continuativamente possedere, data la loro preminente vocazione igienico-sanitaria, per poter essere autorizzati allo svolgimento dì tale attività.

Nella redazione di questo documento, abbiamo tenuto in primaria considerazione il tessuto imprenditoriale funebre e la loro distribuzione geografica attualmente presente in Liguria, evitando anacronistiche considerazioni di natura monopolistica e invogliando la creazione di nuovi strumenti societari di sviluppo e aggregazione.

Ritengo sia assolutamente necessaria l’introduzione in Regione Liguria di questa normativa che pone criteri di dialogo nei confronti delle Regioni attigue e che porta nel settore funebre e cimiteriale un aggiornamento operativo ed organizzativo la cui primaria esigenza nasce proprio dalle richieste e dai diritti acquisiti da parte delle famiglie colpite da un lutto.

 

fai clic qui per leggere il comunicato


Il grande equivoco del coronavirus applicato ai servizi Funebri

In tutte le regioni, e come capita spesso per il nostro settore,  sono state considerate in maniera assolutamente superficiale la modalità di esecuzione dei servizi  funebri.

Ci sono funerali che portano all’aggregazione di centinaia e centinaia di persone e non riusciamo a capire assolutamente come mai non debbano essere considerati gestiti alla stessa stregua di altri eventi pubblici.

Da una parte troviamo la Chiesa, che ha emanato le proprie indicazioni (puramente di carattere volontario) dicendo di limitare la partecipazione ai soli parenti stretti.
Dall’altra troviamo le regioni che avallano queste condizioni senza imporre nessun genere di vincolo o espressa modalità operativa  se non richiamando di essere in linea con le disposizioni adottate dalle diocesi.
In mezzo troviamo i Comuni che, all’atto di fissazione del funerale (ad esempio il Comune di Milano) fissano tranquillamente la cerimonia senza dare nessuna prescrizione o vincolo in merito.

Quindi, fatemi capire, dobbiamo essere noi imprese funebri che,  rivolgendoci alle famiglie, dobbiamo imporre chi deve e non deve partecipare alla cerimonia? Dobbiamo essere noi a fare la selezione all’ingresso e gestire i flussi?

ASSURDO

Poi ritroviamo comunicazioni come questa di Bologna, che prendiamo SOLO AD ESEMPIO per evidenziare la grande confusione o il grande disinteresse nei confronti del problema “servizio funebre”.
La comunicazione, volendo dare chiarimenti applicativi all’ordinanza del Ministero della salute per la Regione Emilia-Romagna, altro non fa che comunicare senza dare contenuti.

Ripetiamo non sono gli unici, e di fatto nessuno sino ad ora ha considerato i servizi funebri come potenzialmente “pericolosi”.

CIT: “non si intendono sospese le celebrazioni di matrimoni ed esegue civili e religiose, anche in linea con le disposizioni adottate dalle diocesi della regione”.
Si segnala, il punto quattro: “Per i funerali, qualora il numero dei partecipanti sia elevato, si suggerisce di limitarsi a rito delle esequie nella forma più breve”.

Da questo deduciamo che le norme di sicurezza non riguarderebbero il numero dei partecipanti seppur con la prescrizione che debbano essere in numero ristretto (senza specificare chi lo debba imporre e quanti debbano essere)  e di suggerire inoltre di ridurre la durata delle esequie come se fosse condizione sufficiente a limitare la pericolosità.

C’è grande confusione.
La confusione riguarda tutte le regioni.
Percepiamo che ci sia molta più attenzione a voler arginare il problema piuttosto che a creare le condizioni di una radicale prevenzione.
Nessuno vuole prendersi la responsabilità di imporre vincoli restrittivi in una cosa così sensibile quale i servizi funebri.

Nel nostro caso, parlando con cognizione di causa, si ha l’evidente percezione che la cosa si stia ampiamente sottovalutando.

Riccardo Salvalaggio
Segretario Nazionale Federcofit


Caronte Federcofit Giovanni Caciolli

Norme sulla Funeraria: finita la stagione del “laissez faire” siamo nella restaurazione più ottusa

Dopo un lungo periodo, durato quasi quindici anni e sotto governi di diversi orientamenti politici, sia di centrodestra che di centrosinistra, nel quale si era sostanzialmente delegato alle Regioni, dopo il referendum sulla modifica del Capo V della Costituzione del 2001, il compito di normare la complessa materia funeraria, con il Governo giallo-verde, prima, e con quello giallo-rosso, ora, si assiste ad una inversione di tendenza di 180°.

Infatti con i risultati del referendum del 2001, Ministro della salute il prof. Sirchia, si è abbandonato ogni ipotesi di modifica del Regolamento di Polizia Mortuaria, l’ormai famoso e famigerato DPR 285/90 (predisposta dalla sen. Bettoni e aggiustata dallo stesso prof. Sirchia) e si è avviata, a livello centrale, l’elaborazione di una Legge purtroppo mai approvata, ed, a livello regionale sono partite le specifiche leggi regionali: per prime la Lombardia e l’Emilia Romagna (2004/2005) ed, a seguire, Marche. Campania, Abruzzo e via andando fino al 2018.

Non è facile dire se per opportunità politica o per consapevole scelta, il cosiddetto Stato Centrale ha sostanzialmente abbandonato il settore delegando, bene o male che sia, alle Regioni la normazione del settore. E meno male che qualcuno ha fatto qualcosa perché altrimenti quelle poche, ma significative, innovazioni che hanno caratterizzato lo sviluppo del settore negli ultimi 15 anni, formazione professionale obbligatoria, strutture per il commiato, condizioni di incompatibilità, loculi areati, …, per fare solo pochi esempi, sarebbero rimaste pie illusioni allontanando ulteriormente la funeraria italiana dal resto dell’Europa civile. Non è un caso, a dimostrazione di quanto detto, che l’ultima, e per la verità unica, proposta di legge del Governo è stata quella del medesimo prof. Sirchia nella legislatura 2000/2005. Nelle legislature successive si sono registrati Disegni di Legge proposti da singoli parlamentari o senatori senza che il Governo abbia mai, come dire, messo la faccia. Ed i risultati sono stati, ovviamente, pari allo zero.

Molto si può discutere sulle cause, anche endogene al settore, che hanno favorito questo esito; resta evidente il fatto che le proposte sulla materia mai hanno rappresentato una qualche priorità per i Governi che si sono succeduti dopo il 2005.

Oggi le cose sembrerebbero cambiare: i governi giallo-verde, prima, e giallo-rosso, poi, sembrerebbero impegnati sul settore; non ne passa una, si potrebbe dire, senza che non si faccia sentire la pesante censura del Governo contro le Regioni che fanno qualcosa per il settore, a livello normativo ovviamente, riesumando un quadro normativo ormai più che superato e lontano mille miglia dalle esigenze di oggi: il DPR 285/90.

Prima la Regione Calabria, con la prima legge varata nel 2018, poi la Regione Umbria, poi la Regione Sardegna, poi la Regione Lombardia con le modifiche apportate alla vecchia legge regionale del 2004, poi, ancora, la Regione Calabria, ora stiamo aspettando curiosi le sorti della recentissima legge della Sicilia: in tutti questi casi il Governo centrale ha impugnato presso la Cassazione le leggi approvate.

In alcuni casi, sembrerebbe, la trattativa tra regione interessata e Governo, nello specifico Umbria e Sardegna, dovrebbe aver superato l’impugnativa, in altri ancora non abbiamo informazioni di esiti favorevoli ed aspetteremo, tra alcuni mesi il giudizio della Suprema Corte.

Non ci interessa, in questo ragionamento, andare a vedere i contenuti delle varie impugnative e la sostenibilità delle posizioni del Governo, a volte incredibili come quando si censura l’introduzione dei loculi areati dicendo che pur essendo di per sé un’ottima soluzione per risolvere i gravi problemi dei cimiteri, sono, però, competenza dello Stato Centrale non delle Regioni e, quindi, i comuni aspettino con fiducia …., né ci interessa sottolineare che quando si censura l’introduzione delle Case Funebri (presenti da 15 anni) si mettono in discussione investimenti di centinaia di milioni realizzati nell’ultimo decennio, ne abbiamo già scritto nel passato con dovizia di particolari …. Ci interessa, invece, sottolineare la logica conclusione da trarre rispetto al recente operato del Governo.

E’ legittimo che il Governo impugni una legge regionale: sta nei suoi compiti.

Quello che non è comprensibile, e non è accettabile, è che il Governo, qualsiasi sia l’orientamento politico (destra, sinistra, centro …) censuri l’operato delle Regioni nella ricerca e varo di soluzioni ai gravi problemi che da tempo interessano la funeraria italiana e che sono riconosciuti da tutti, senza, da parte sua impegnarsi con scelte appropriate ed idonee alla soluzione di tali problemi.

Da oltre 30 anni, dal lontano DPR 285/90, nato vecchio come tutti riconoscono, la funeraria attende un quadro normativo adeguato alle sue necessità ed alle esigenze maturate nelle famiglie italiane colpite da un lutto.

Se, oltre all’immobilismo centrale, blocchiamo anche gli interventi delle Istituzioni, le Regioni, più attente perché più vicine alle quotidiane “pene” delle comunità, si condanna l’intero comparto, la funeraria italiana, allo sbando ed alla progressiva e continua decadenza.

La palla, come si dice, oggi è in mano al Governo: si ripensi radicalmente le azioni di impugnativa alle disposizioni varate dalle regioni e si proceda a dare priorità al varo di disposizioni nazionali per il settore funebre e cimiteriale che soffre una sempre più evidente e marcata discrasia tra necessità oggettive e quadro normativo di riferimento.

Il Parlamento, attraverso la Commissione Affari Sociali, è impegnato nella discussione di un progetto di nuova legge di riforma del settore partendo dalle proposte Foscolo, Pini e Brambilla, il Governo faccia sentire la Sua voce perché l’iter di questo confronto e del varo delle disposizioni conseguenti assuma una priorità evidente negli impegni parlamentari e si permetta alla Funeraria italiana di avere, finalmente, una Riforma adeguata alle necessità di oggi.

Caronte

Coronavirus: sospese le Messe nella Diocesi di Milano

Comunicato ufficiale dell’Ufficio comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Milano:

L'Arcivescovo della Diocesi di Milano, Sua Eccellenza Monsignor Mario Delpini, in ragione dell'ordinanza emanata dal Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, di concerto con il Ministro della Salute, Roberto Speranza, dispone la sospensione delle Celebrazioni Eucaristiche con concorso di popolo a partire dall'orario vespertino di domenica 23 febbraio 2020 e fino a data da definire a seguito dell'evolversi della situazione.

Dal comunicato del 23 febbraio del Vicario generale:

...si dispongono - per quanto attiene all’intero territorio dell’Arcidiocesi - i seguenti provvedimenti.

  1. Che le chiese rimangano aperte
  2. Che, negli oratori, non si prevedano incontri, iniziative, riunioni, annullando, in ogni caso, eventi precedentemente fissati
  3. Che i funerali e i matrimoni possano essere celebrati, ma con la presenza dei soli parenti strettiSono, altresì, sospesi convegni e riunioni di formazione a livello diocesano. In particolare, la Due Giorni di Formazione del Clero, prevista presso il Centro Pastorale di Seveso (24-25 febbraio) e le tre Assemblee Ecclesiali delle Zone Pastorali (IV-Rho; V-Monza; VII-Sesto San Giovanni). La Curia arcivescovile sarà aperta la pubblico per erogare i consueti servizi.
    Si segnala che sarà possibile seguire, nei prossimi giorni, la Celebrazione eucaristica feriale sul portale della Diocesi di Milano www.chiesadimilano.it e, in video, su ChiesaTv (canale 195 del Digitale Terrestre).
    Si informa che sul Portale della Diocesi sono pubblicati il Vademecum regionale sull’emergenza e le informazioni relative agli orari delle Celebrazioni trasmesse dai media.
    Ulteriori informazioni verranno, eventualmente, comunicate in seguito.

Un anno è passato… il nuovo 2020 cosa potrà portare alle attività funebri?

Anche il 2019 è passato e, bene o male, finito nei ricordi, belli o meno belli che siano; ora lo sguardo è rivolto, come è giusto che sia, al nuovo anno, al 2020.

Poche riflessioni sul 2019: anno che si era presentato, per Federcofit, come anno difficile ed impegnativo dopo lo sforzo del Congresso di Firenze. Abbiamo stretto i denti ed anche quest’anno ha rappresentato per la Federazione non solo il consolidamento dei risultati ottenuti in questi anni, ma anche il perseguimento di nuovi traguardi sia nei livelli organizzativi della nostra realtà, sia nel raggiungimento di importanti risultati politico-sindacali. Nuove leggi regionali, aggiornamento delle vecchie leggi, impostazione ed elaborazione di nuove proposte legislative regionali, crescita dei rapporti con soggetti fondamentali per l’interpretazione delle disposizioni di legge, come l’Anusca, l’Associazione degli Ufficiali di stato civile, sono solo alcuni titoli che hanno visto la Federazione al centro di una continua azione promozionale e propositiva.

Certo non tutto è andato come volevamo, basti pensare a quello scempio rappresentato dalla recente legge della Calabria, ma in ogni caso Federcofit non ha mai abbandonato il campo e ha svolto il proprio ruolo come la Federazione sempre più centrale nel confronto sulla Funeraria e nei rapporti con il mondo delle Istituzioni. Senza dimenticare che il 2019 ha, anche, rappresentato l’anno che ha visto, finalmente, le tre Federazioni nazionali, Federcofit, Feniof ed EFI, realizzare un intervento coordinato ed unitario finalizzato all’adeguamento e rinnovo delle disposizioni normative della Lombardia.

Si tratta di risultati importanti che possono aprire nuove prospettive per il nostro settore e che Federcofit ha inteso perseguire senza risparmiarsi; certo non è solo nostro il merito, ma possiamo vantare un ruolo decisivo, senza dimenticare il mondo produttivo che ci ha aiutato in questo continuo sforzo.

Iniziamo il nuovo 2020: sarà anche questo un anno importante e, come tutti quelli che l’hanno preceduto, impegnativo.

Un anno pieno di incertezze, a partire dall’esito della discussione avviata in Parlamento sulla legge di Riforma per il nostro settore. Incertezza non solo per le diverse proposte in campo fra loro molto distanti ma anche, e soprattutto, per il quadro politico, cioè la situazione di incertezza politica in cui è nata questa legislatura senza che si possa vedere all’orizzonte un po’ di sereno: la legislatura si concluderà o dovremo andare ad elezioni anticipate lasciando in sospeso i tanti provvedimenti legislativi, compreso quello sulla funeraria?

Può prendere lo sconforto e la sfiducia… ma è proprio in queste circostanze che dobbiamo stringere i denti e non demordere perché la posta in gioco è troppo importante.

La Segreteria della Federazione sta lavorando per offrire a tutti gli operatori, ed in primis ai nostri associati, opportunità di crescita professionale e servizi utili alle nostre attività affinché il nuovo anno veda non solo l’impegno politico-sindacale sulle questioni normative e sulla Legge di Riforma ma rappresenti nuove occasioni di crescita per il settore e per le imprese funebri associate.

A tutti voi chiedo di rinnovare l’adesione a Federcofit o, per i nuovi, di aderire alla Federazione che negli ultimi anni, più di ogni altra, ha lavorato per la soluzione dei problemi della funeraria italiana senza risparmiare sforzi e risorse.

La forza di Federcofit è la forza dell’intero settore; abbiamo fatto errori? Sicuramente! ma i nostri possibili errori, su cui è necessario chiarirsi e spiegarsi, debbono essere un ulteriore stimolo per rafforzare la NOSTRA FEDERAZIONE!!

UN SALUTO A TUTTI E L’AUGURIO CHE, CON IL CONTRIBUTO DI TUTTI, L’ANNO 2020 POSSA ESSERE PROFICUO E PREZIOSO PER TUTTO IL COMPARTO!!

Il Presidente
Cristian Vergani